
29) Il problema dell'errore fa la differenza tra sensazione e
pensiero.
Di fronte alla posizione di alcuni filosofi, che avevano ritenuto
della stessa natura la sensazione e il pensiero, Aristotele pone
il problema dell'errore, che non pu rientrare nell'ambito della
sensazione, la quale in quanto tale non pu essere che vera.
De anima, 427a 17-427b 14 (vedi manuale pagina 128).
 [427a] L'anima viene definita principalmente in base a due
caratteristiche: da un lato il movimento locale e dall'altro il
pensiero, l'intelligenza e la sensazione. Sembra che il pensiero e
l'intelligenza siano una specie di sensazione (giacch con ambedue
queste attivit l'anima distingue e conosce qualcosa degli
esseri), e del resto gli antichi affermano che l'intelligenza e la
sensazione sono la stessa cosa. Cos Empedocle ha detto: in
rapporto a ci che  presente la mente si accresce negli uomini,
ed in altro luogo: indi ad essi si presentano sempre diversi
pensieri. La stessa cosa vuol significare il detto di Omero:
tale  infatti la mente. In effetti tutti costoro ritengono che
il pensiero sia qualcosa di corporeo come la sensazione, e che la
sensazione come l'intelligenza sia del simile mediante il simile,
come abbiamo detto all'inizio della trattazione. [427b] Tuttavia
essi avrebbero dovuto parlare nello stesso tempo anche
dell'errore, che  la condizione pi caratteristica degli animali,
nella quale l'anima trascorre pi lungo tempo. Necessariamente
perci o, come dicono alcuni, tutto quello che appare ai sensi 
vero, oppure l'errore consiste nel contatto col dissimile, poich
quest'affermazione  il contrario del principio che il simile
viene conosciuto mediante il simile. Sembra per che, come la
scienza dei contrari  la stessa, cos lo sia anche l'errore. E'
poi manifesto che la sensazione e l'intelligenza non sono la
stessa cosa, giacch di quella partecipano tutti gli animali, e di
questa pochi. Quanto al pensiero (che include quello retto e
quello non retto; quello retto  saggezza, scienza e opinione
vera, quello non retto i contrari di questi), neppure esso  la
stessa cosa che la sensazione. In effetti la percezione dei
sensibili propri  sempre vera ed appartiene a tutti gli animali,
mentre si pu pensare anche falsamente, ed il pensiero non si
trova se non in chi  fornito di ragione

 (Aristotele, L'Anima, Loffredo, Napoli, 1979, pagine 177-178).

